Liberamente tratto dalla E-news di Matteo Renzi
È legge il JobsAct.
E forse non tutti credevano che ce l'avremmo fatta. In nove mesi, nove, un provvedimento così importante è stato discusso, analizzato, sviscerato. E finalmente approvato dalle Camere. In un anno le persone che lavorano sono aumentate di circa 122.000 unità. Ma per recuperare il milione di posti di lavoro che è stato perso da chi ci ha preceduto occorre fare di più. E più veloce.
È legge il rientro dei capitali dall'estero.
Chi mi sopporta da anni ricorda quante volte avevo promesso - durante le primarie del 2012, soprattutto - che questo sarebbe stato atto fondamentale di un nostro eventuale governo. Possiamo dirlo, siamo quelli che mantengono le promesse: e vedrete che il rientro dei capitali sarà molto più consistente di quello che è stato per adesso ipotizzato.
La legge di stabilità è stata approvata alla Camera.
Adesso siamo al Senato: una riduzione di tasse per 18 miliardi di euro e il maggiore stanziamento per il sociale e per la scuola.
Passo in avanti sulle crisi aziendali.
Abbiamo contribuito a chiudere diverse crisi aziendali, dalla Ast di Terni fino alla Lucchini di Piombino, dall'Eni di Gela fino alla Ferriera di Trieste.
Lo spread è sceso sotto i 120.
Continua a scendere lo spread, ma essendo buona notizia, non va oltre i trafiletti. Solo per ricordare: eravamo a 200 nove mesi fa.
Abbiamo vinto le Regionali.
Certo, la discussione si è incentrata sull'astensione in Emilia Romagna dove pure ha vinto Bonaccini del PD. Ma resta il fatto che in nove mesi il PD ha riconquistato Sardegna, Piemonte, Abruzzo, Calabria. Può dunque far sorridere che qualcuno abbia preso spunto da questi risultati per fare polemica interna e chiedere il congresso anticipato del PD. Ma questo è il momento di lavorare,non di raccogliere provocazioni.
Abbiamo accelerato su riforma elettorale e costituzionale.
Ci siamo dati come scadenza il 31.1. 2015 per la seconda lettura. Chi vuole ritardare sappia che in ballo non c'è solo una riforma, ma la credibilità della classe politica. E mai accetterei che i frenatori blocchino il cambiamento, costi quel che costi.
E forse non tutti credevano che ce l'avremmo fatta. In nove mesi, nove, un provvedimento così importante è stato discusso, analizzato, sviscerato. E finalmente approvato dalle Camere. In un anno le persone che lavorano sono aumentate di circa 122.000 unità. Ma per recuperare il milione di posti di lavoro che è stato perso da chi ci ha preceduto occorre fare di più. E più veloce.
È legge il rientro dei capitali dall'estero.
Chi mi sopporta da anni ricorda quante volte avevo promesso - durante le primarie del 2012, soprattutto - che questo sarebbe stato atto fondamentale di un nostro eventuale governo. Possiamo dirlo, siamo quelli che mantengono le promesse: e vedrete che il rientro dei capitali sarà molto più consistente di quello che è stato per adesso ipotizzato.
La legge di stabilità è stata approvata alla Camera.
Adesso siamo al Senato: una riduzione di tasse per 18 miliardi di euro e il maggiore stanziamento per il sociale e per la scuola.
Passo in avanti sulle crisi aziendali.
Abbiamo contribuito a chiudere diverse crisi aziendali, dalla Ast di Terni fino alla Lucchini di Piombino, dall'Eni di Gela fino alla Ferriera di Trieste.
Lo spread è sceso sotto i 120.
Continua a scendere lo spread, ma essendo buona notizia, non va oltre i trafiletti. Solo per ricordare: eravamo a 200 nove mesi fa.
Abbiamo vinto le Regionali.
Certo, la discussione si è incentrata sull'astensione in Emilia Romagna dove pure ha vinto Bonaccini del PD. Ma resta il fatto che in nove mesi il PD ha riconquistato Sardegna, Piemonte, Abruzzo, Calabria. Può dunque far sorridere che qualcuno abbia preso spunto da questi risultati per fare polemica interna e chiedere il congresso anticipato del PD. Ma questo è il momento di lavorare,non di raccogliere provocazioni.
Abbiamo accelerato su riforma elettorale e costituzionale.
Ci siamo dati come scadenza il 31.1. 2015 per la seconda lettura. Chi vuole ritardare sappia che in ballo non c'è solo una riforma, ma la credibilità della classe politica. E mai accetterei che i frenatori blocchino il cambiamento, costi quel che costi.