Partecipazione & Trasparenza. Al via la Consulta comunale RHO – MONZA



In Commissione Gestione del Territorio si è aperto un confronto sul tema RHO – MONZA e le inevitabili ricadute che si avranno sul nostro territorio comunale. Era presente il Responsabile Unico del Progetto di Autostrade per l’Italia, concessionario del lotto 3 che comprende i comuni di Baranzate, Bollate e Novate.
Il RUP ha confermato la disponibilità dei fondi necessari, 55 milioni, per costruire l’attraversamento sotto la ferrovia e per mettere in trincea il tratto autostradale che partirà all’altezza della rotatoria di Bollate (zona supermercato Famila)  fino a Cascina del Sole. E’ stato sottolineato che comunque questo lotto verrà  realizzato soltanto a EXPO terminato; infatti per tutto il periodo della manifestazione i cantieri saranno bloccati. 
I lavori sembrano ben avviati e dovrebbero concludersi entro Marzo 2015. Al termine dell'intervento del Rappresentante di Autostrade sono stati posti alcuni quesiti dai componenti della commissione, da alcuni cittadini in veste privata e in rappresentanza di associazioni ambientaliste. L'intervento è stato completato dal tecnico comunale che ha relazionato in merito la realizzazione delle complanari alla autostrada con relativo sistema viabilistico di raccordo con l'esistente.
Sono stati evidenziati alcuni aspetti importanti di viabilità sostenibile affiancati ad un'opera che presenta alcune criticità nell'immediato, per lo più legate allo smog prodotto dai veicoli che transiteranno nella zona. E’ stata altresì tracciata una nuova via ciclopedonale che collegherà il sito EXPO di Rho – Pero con la città di Novate, inserendola in un sistema ciclabile più ampio collegato con i parchi a nord di Milano. Le obiezioni da parte dei cittadini hanno riguardato principalmente il controllo della qualità dell'aria , i costi e la gestione delle vasche di laminazione correlate all'opera atte a contenere possibili esondazioni del torrente Pudiga (che proprio nei giorni scorsi ha causato danni e disagi anche all’interno del nostro territorio).
Proprio l’attenzione verso i cittadini e al loro desiderio di partecipazione è stato il motivo per cui i partiti di maggioranza PD, NOVATE PIU’ CHIARA e VIVIAMO NOVATE hanno deciso collegialmente di istituire una Consulta ad hoc a tempo determinato, cioè fino a completamento dell’infrastruttura, denominata per l’appunto “RHO – MONZA” che dovrà seguire passo dopo passo i lavori
Sarà un momento di condivisione tra Amministrazione comunale e cittadini al fine di raggiungere un importante obiettivo.

#LaBuonaScuola e #ScuolaNuova a Novate


E così la prima “uscita pubblica” della nostra Associazione è andata in archivio. La serata su #LaBuonaScuola ha avuto un riscontro molto positivo in termini di:
  • Partecipazione, con più di 50 persone presenti, equamente distribuite tra addetti ai lavori (insegnanti e presidi) e cittadini qualsiasi
  • Qualificazione della proposta da parte di Marco Campione, il relatore del MIUR
  • Qualificazione delle domande e degli interventi dei partecipanti, tutte molto pertinenti e mirate alla comprensione e all’approfondimento costruttivo dei temi de #LaBuonaScuola.
Non era facile sintetizzare in due ore la quantità e la complessità, anche tecnica, delle questioni messe in campo dal documento governativo. Eppure crediamo che sia emerso con chiarezza come tutti gli interventi sono stati pensati e programmati in modo organico e, soprattutto, avendo ben presente che i principali beneficiari devono essere gli studenti e che la riforma della scuola è la prima leva per una riforma e una rinascita del Paese. Solo se rimettiamo i giovani e le politiche scolastiche al centro delle politiche istituzionali, economiche e sociali, riusciremo a far ripartire l’Italia.
E’ in questo quadro che vanno letti il piano straordinario di assunzione di quasi 150mila insegnanti nel 2015, con la restituzione alla scuola dei 65mila tagliati dalla Gelmini, la formazione obbligatoria, la valutazione delle scuole, degli insegnanti e della didattica, l’autonomia scolastica, l’alternanza scuola lavoro, la revisione di carriera e stipendio con la valorizzazione del merito e delle capacità.
Seppur incidentalmente, il dibattito su #LaBuonaScuola ha incontrato anche l’importantissimo tema locale della costruzione del nuovo plesso delle elementari di Via Brodolini. Marco Campione ha ribadito quali sono stati i criteri guida che hanno portato allo sblocco dal Patto di stabilità da parte del Governo Renzi dei 2,1 milioni di euro a favore della nostra Amministrazione comunale. In particolare sono state beneficiate opere immediatamente cantierabili e per le quali esisteva già un progetto da parte dei Comuni. In sostanza questo significa che entro la fine del 2014 è assolutamente necessario che l’Amministrazione abbia concluso tutti passaggi relativi alla finalizzazione del progetto (bando di gara, assegnazione e spesa dei primi 75mila euro per la progettazione). Il fatto che ad oggi, a fronte di vincoli e scadenze ben note a tutti da tempo,  nessuno di questi passaggi sia stato ancora avviato, ha portato Marco Campione ad affermare che il Comune di Novate –in particolare gli assessorati competenti (Istruzione e Territorio)- stia arrivando alla prima scadenza un po’ troppo lungo. Dai allora! Mettiamocela tutta tutti, perché Novate non può sprecare un’occasione così importante come #lanuovascuola!

Riceviamo e Pubblichiamo... E-news novembre 2014






Liberamente tratto dalla E-news di Matteo Renzi
Restituire fiducia ai cittadini e alle imprese
Uno potrebbe replicare: crescita, austerità, rigore, investimenti. Ma questi argomenti a cosa servono nella vita quotidiana di tutti i giorni? Cosa cambiano agli italiani? Poco in teoria, molto nella pratica. Se riusciremo a spostare l'attenzione dall'austerità alla crescita, cambiando il paradigma economico dominante di questi anni di crisi, la ricaduta sulla vita quotidiana delle persone in termini di posti di lavoro e capacità di spesa sarà evidente. Qualcosa piano piano si sta muovendo: nei sei anni 2007-2013 l'Italia ha perso poco meno di un milione di posti di lavoro. Negli ultimi sei mesi abbiamo recuperato poco più di centocinquantamila. Ancora poco, sia chiaro. Ma è un primo segno di inversione di tendenza che va incoraggiato innanzitutto attraverso le riforme (e quando la cortina fumogena del dibattito ideologico si abbasserà, vedrete che in molti guarderanno al Jobs Act per quello che è: un provvedimento che non toglie diritti, ma toglie solo alibi. Toglie alibi ai sindacati, toglie alibi alle imprese, toglie alibi ai politici). Le riforme non bastano. Occorre investire sull'export (nonostante le sanzioni alla Russia abbiano picchiato forte su una parte importante della nostra economia i dati ci consegnano un quadro molto positivo: a settembre più 7,4% rispetto allo scorso anno) e occorre soprattutto la più grande riforma, che consiste nel restituire fiducia ai cittadini, alle imprese, agli italiani. Questo è il lavoro più faticoso che stiamo facendo, ma è anche il più bello. Più giri per il mondo, più ti rendi conto che l'Italia ha tutto per tornare a essere protagonista. Ma deve crederci per prima lei. E io non mi stancherò mai di ricordare a noi stessi chi siamo e cosa dobbiamo tornare a essere. 

Legge di stabilità 2015
La legge di stabilità 2015  si sta occupando esattamente di restituire fiducia. Si riducono le tasse in modo stabile e strutturato, a partire dalla stabilizzazione degli 80 euro e dalla riduzione delle imposte per chi crea lavoro.  La approveremo definitivamente nelle prossime settimane ma quello che deve essere chiaro fin da adesso è che dal 2015 sarà più facile assumere e più conveniente dal punto di vista economico. Abbiamo cercato di sottrarre la legge di stabilità alla competenza esclusiva degli addetti ai lavori coinvolgendo i cittadini anche se so che non è semplicissimo addentrarsi nell'elenco dei commi e degli emendamenti. Ma chi volesse dare un occhio alle linee di indirizzo e dirmi che ne pensa mi fa un piacere: matteo@governo.it

Solo cambiando la scuola si cambia un Paese
Nel frattempo la consultazione su come cambiare la scuola partendo dal basso e non con progetti di riforma imposti dal governo ha visto una partecipazione molto positiva. 1 milione e trecentomila accessi, 200.000 cittadini attivi, 2.000 dibattiti sul territorio. Devo confessare che non mi accontento. La riforma della scuola deve diventare oggetto di dibattito ancora di più, ovunque. Perché solo cambiando la scuola si cambia un Paese. Gli economisti e gli esperti dibattono spesso di misure per la crescita: bene, personalmente ritengo che non ci sia una misura più importante dell'investimento educativo, sul capitale umano. Ho partecipato ad alcuni dibattiti, anche televisivi, sull'argomento. Mi colpiscono due approcci diametralmente diversi. Il primo, minoritario, è tipico di quella parte dei professori che contestano l'introduzione di criteri di merito e - in fin dei conti - dicono che è stato un errore aver aperto la consultazione su "La buona scuola" a tutti. Chi di voi ha seguito Porta a Porta di qualche giorno fa ha ben presente di cosa stia parlando. Il secondo, largamente maggioritario, è quello di chi ci crede. Quello dei prof, dei presidi, ma anche dei genitori e dei ragazzi, e che si fidano del nostro tentativo di cambiare le cose. Ed è pronto ad accettare con curiosità e passione una discussione vera. Adesso tocca a noi. I soldi li abbiamo messi in legge di stabilità, come promesso. Gli strumenti legislativi sono pronti, adesso si può provare finalmente a partire anche in Parlamento con la riforma più seria e più importante: quella che riguarda il futuro dei nostri figli.

Idee e proposte per una NUOVA SCUOLA...



Che scuola avranno i nostri figli e i nostri nipoti?
Sarà ancora una scuola dove spesso gli insegnanti cambiano ad ogni inizio di anno?
Sarà una scuola che mette tutti nelle condizioni di essere premiato solo per capacità e merito?
Sarà al passo con i rapidi cambiamenti del mondo e delle tecnologie?
Sarà veramente una scuola connessa col mondo del lavoro?
Sarà una scuola con più risorse?

...e tante, tante altre domande

Proveremo a rispondere
LUNEDI' 24 NOVEMBRE
con Marco Campione

La prima fase del percorso verso #labuonascuola, il progetto di riforma della scuola italiana del Governo Renzi, si è conclusa.
Incontri, dibattiti e proposte in tutta Italia e sul web, dove sono state aperte 16 “stanze” con più di 2500 propost e quasi 40mila “partecipanti”, hanno animato la discussione. Anche Novate e Partecipa Adesso saranno protagoniste di questo percorso di approfondimento. Avremo il piacere di ospitare Marco Campione che ha avuto un ruolo determinante nella scrittura de La Buona Scuola come collaboratore (Capo della Segreteria) dell’ex Sottosegretario all’Istruzione.

C'è una PIAZZA che protesta e una che PENSA e COSTRUISCE...


Anche quest'anno abbiamo partecipato alla Leopolda... ne avrete sicuramente sentito parlare sui giornali e dai media, magari con qualche visione semplicistica o distorta
Ma cos'è? La Leopolda è una vecchia stazione ferroviaria di Firenze in disuso da anni, utilizzata ormai solo per eventi di vario tipo.  Dal 2010 è diventata il simbolo dell'iniziativa politica proposta da Matteo Renzi e da tutti quelli che con lui hanno voluto credere in un progetto di rinnovamento del paese. Evento politico, ma non partitico; nessuna bandiera presente per dire che tutti sono invitati, per andare oltre i confini di un solo partito, per aprire oltre... ecco perchè non si può considerare un incontro di una "corrente" di partito.
Tre giorni di approfondimenti, confronto, dibattito, dialogo e ascolto....
C'è chi ha definito la Leopolda un posto "dove si cercano SOLUZIONI e non dove ci si LAMENTA e basta".
Per noi parteciparvi è sempre stato un momento di formazione politica e di confronto importantissimo, interventi di elevato livello e la possibilità di confronto e ascolto attivo proposto con diverse modalità che passano dall'intervento dal palco (4 minuti a testa) ai tavoli di confronto (veri e propri laboratori di pensiero).
Tra le tante suggestioni e diversi interventi proponiamo alcuni stralci:
Matteo Renzi
«Non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il partito e riportarlo dal 41% al 25%, né al museo delle ceneri»
La ministra delle Riforme Maria Elena Boschi
«Per me la Leopolda è un luogo fondamentale. Qui ho cominciato come volontaria, mi sento a casa. Ho giurato sulla Costituzione che avrei svolto il mio lavoro con onore. Questo significa vedere approvata una legge elettorale che garantisca la governabilità ed elimini il ricatto dei piccoli partiti. Così come portare a termine la riforma costituzionale. Onore per me è far parte di una storia, di una comunità di persone appassionate».
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, tra i più criticati dalla sinistra del Pd, dopo le polemiche su Jobs Act e articolo 18. «Oggi c’è un Italia stanca. Bisogna immaginare qualcosa di profondamente diverso, basta pensare al passato e a quello che c’è. Su 100 contratti di lavoro stipulati negli ultimi anni, 80 sono stati di tipo precario. Ci vuole il contratto di lavoro a tutele. E dobbiamo cambiare la nostra idea di impresa, basta dualismo tra economia e società».
Il vicesegretario del partito Debora Serracchiani è tornata sulla sfida a distanza con la piazza Cgil: «Grande rispetto, ma basta con la scissione dell’atomo a sinistra. Dobbiamo produrre energia. Solidarietà, lavoro e uguaglianza non sono solo le parole della piazza della Cgil. Sono anche le nostre parole. Qualcuno nel partito non ha capito che gli imprenditori non sono padroni. Grande rispetto per quella piazza, ma evitiamo lo scherno, evitiamo la politicizzazione».
Da Bonaccini candidato governatore dell’Emilia-Romagna  un invito all’unità: «Lancio un appello a chi litiga nelle piazze: il terremoto in Emilia ci ha fatto capire che quando operai e imprenditori si rimboccano le maniche insieme anche le battaglie più dure possono essere vinte».

POLI' e MERIDIA, si va verso le dismissioni...


Il Comune di Novate ha deciso di uscire dalla gestione sociale di Meridia e di CIS entrambe società partecipate.
Si tratta di aziende di diritto privato a partecipazione pubblica in grado di fornire  pluralità di servizi e capaci di operare sul mercato anche in condizioni di liberalizzazione. Tale forma societaria è stata introdotta stante l’avvertita necessità di fronteggiare la complessità della gestione di aziende aventi finalità pubblica con criteri di managerialità ed efficienza. Dunque, le amministrazioni si sono trovate a svolgere funzione di azionista, di titolare e di responsabile dei servizi resi. Tre sono le società partecipate dal Comune di Novate : CIS – POLI’  -  MERIDIA  -  ASCOM. Per due, è stato deciso l’avviamento delle procedure di dismissione della partecipazione pubblica.

Il CIS – Centro Integrato Servizi –  che si occupa dei servizi natatori presso il “centro Polì” e della divulgazione, della promozione e della pratica di ogni attività sportiva, con capitale interamente pubblico conferito al 100% dal comune, è stato posto sul mercato. Le opzioni di dismissione che sono state prese in considerazione sono sostanzialmente due: la cessione della totalità delle quote o del ramo di azienda inerente l’attività operativa. L’operazione è  vincolata alla sottoscrizione di un contratto di servizio che consenta di continuare l’erogazione dei servizi, senza penalizzazioni per i novatesi. La motivazione dell’abbandono della gestione diretta dei servizi del centro deriva dal sostanziale accumulo di debiti creatosi prima del 2009 ovvero quando l’attuale sindaco non ricopriva ancora la carica di primo cittadino.
Nel corso degli ultimi anni, l’amministrazione di centro sinistra è intervenuta più volte dal punto di vista societario, gestionale e di capitale, al fine di tutelare l’azienda. Il CIS è stato trasformato da spa a società sportiva dilettantistica; è stato acquisito al patrimonio comunale il centro polifunzionale per confermarne la natura pubblica dell’intero impianto e per salvaguardare l’investimento pubblico sull’opera; è stato preso in carico ed estinto il mutuo gravante sulla struttura da parte del comune, garantendo un risparmio pari a 2.760.000 euro di interessi. In effetti, c’è stato un miglioramento della gestione corrente che, però, non ha permesso di coprire il buco iniziale.

L’altro ente in procinto di essere ceduto è Meridia.  Costituita dalla giunta Silva nel 2004 tra Comune e IGM, si occupa di ristorazione. Nel 2005 decide di esternalizzare i servizi di refezione scolastica, affidandoli appunto alla società. L’idea era quella di allargare il bacino dell’utenza, per rendere vantaggiosa l’offerta della partecipata nel campo della ristorazione. Tuttavia, i previsti incrementi di clientela non avvengono e, alla fine del 2007, il socio privato decide di vendere la propria azienda a una multinazionale che subentra nella partecipazione maggioritaria. Ora avviene che la multinazionale può decidere come gestire il proprio business, senza necessariamente tenere in conto le esigenze della cittadinanza. L’attuale amministrazione non ritiene strategico il mantenimento della quota minoritaria del 49%.
Evidentemente la conservazione della quota di partecipazione in Meridia non produce per il comune  servizi strettamente connessi al perseguimento delle finalità istituzionali né emergono nello statuto della società partecipata attività sociali annoverabili fra i servizi di interesse generale di stretta competenza dell’ente locale. Del resto, l’annunciato intervento legislativo del governo influenzerà sicuramente il riordino complessivo delle partecipazioni degli enti locali nel senso di favorire le dismissioni azionarie soprattutto in ragione di partecipazioni non fondamentali. L’elemento di rilevante importanza per la pubblica amministrazione verso l’attività di Meridia è certamente relativo alle politiche tariffarie e di qualità del servizio. Gli aspetti in parola sono, e resteranno, in ogni caso tutelati, in quanto disciplinati dalla formalizzazione di un contratto di servizio fra l’ente economico e quello istituzionale.

24 novembre "La Buona Scuola" a Novate

Cara amica, caro amico,
la scuola italiana sta finalmente ritornando al centro del dibattito politico a seguito della presentazione del progetto di riforma significativamente chiamato La Buona Scuola.
Era ora! 
Un progetto che più che una riforma ambisce ad essere un nuovo patto educativo su cui fondare la rinascita del Paese.
Per chi come noi ha sempre pensato che il futuro di una nazione e dei nostri figli sia indissolubilmente legato ad una scuola che dia opportunità a tutti, che non lasci indietro nessuno, che premi il merito e sia il trampolino di lancio verso il mondo, è sembrato normale portare tra la gente la voglia di ascoltare, di parlarne e di discuterne. 
Avremo l'occasione di farlo lunedì 24 novembre prossimo alle ore 20.45 nella Sala consiliare del Comune di Novate insieme a Marco Campione del Ministero dell'Istruzione.
Ci farebbe molto piacere averti tra i nostri ospiti!
Allora ... a presto!